Per pulire i carciofi serve una boule di acqua e limone, un coltellino bene affilato, un po’ di pazienza. Se avete a disposizione un paio di guanti di lattice ancora meglio: i carciofi renderanno le vostre dita abbastanza nere. Tra un passaggio e l’altro immergete sempre i carciofi nell’acqua e limone, perché eviterà che si anneriscano.
Prima di tutto è necessario togliere le foglie esterne più dure. Volendo potete eliminare i gambi, ma pur essendo fibrosi sono buoni e si possono utilizzare nelle vostre preparazioni. Anche la “cima” del carciofo va tagliata. Le punte delle foglie sono piuttosto coriacee.
Si taglia poi il carciofo a metà e con un coltellino si estrae la “peluria/fieno/barba” interna, nel caso di carciofi con le spine è meglio togliere anche le prime foglioline interne, abbastanza pungenti! Se vi serve il carciofo intero, potete entrare nel cuore con uno scavino, tipo quello che si usa per le palline di melone o anguria, rigirarlo all’interno e estrarre la peluria. Con carciofi giovani e teneri si può evitare questa procedura.
Per preparazioni come i carciofi stufati o alla giudia, tenete il gambo, che va comunque privato della parte esterna più filacciosa. Con il coltellino rifilate anche le basi delle foglie che avete eliminato.
I carciofi sono ora pronti per le vostre preparazioni.
NB: l’abbinamento carciofo-vino è pressoché impossibile solo per il vegetale a crudo. Il carciofo è una verdura “tannica” che lascia una sensazione amara e “dura” in bocca. Più facile l’abbinamento invece con i carciofi cotti, anche se sono da preferire i vini bianchi.






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