
La batata, chiamata anche patata americana o patata dolce, è un vegetale particolarmente salutare anche se poco considerato: contiene fibre, proteine e sali minerali, ma anche vitamina A, C e B6. La batata è anche ricca di flavonoidi e antociani e perciò ha un forte potere antiossidante. La buccia contiene il caiapo, una sostanza che aiuta a combattere il colesterolo cattivo LDL e la glicemia alta, contrastando anche l’insorgenza del diabete mellito. Il suo sapore è una via di mezzo tra la patata tradizionale e la zucca.
Ingredienti per 3/4 persone:
- un paio di manciate di insalata tipo songino o lattughino (se la comprate in busta, consiglio di sciacquare l’insalata prima dell’uso)
- 3 batate medie
- 250 gr pomodorini (datterini o cigliegini)
- 1 scatola di fagioli borlotti da circa 380 gr
- 200 gr di feta o quartirolo fresco
- timo
- scorza di 1/2 limone grattugiata
- olio extra vergine di oliva, sale e pepe q.b.
Procedimento
Scaldare il forno a 170 gradi ventilato.
Lavare e tagliare a rondelle le batate; scegliete voi se tenere o togliere la buccia. Sbollentarle per 10 minuti in acqua bollente salata, poi scolarle.
Lavare e tagliare i pomodorini a metà, metterli in una teglia abbastanza grande e mettete al suo interno anche le batate scolate. Condire con un filo d’olio, sale, pepe e dei rametti di timo. Infornate per 15 minuti.
Scolate i fagioli e sciacquateli abbondantemente sotto l’acqua corrente. Sbriciolate la feta (o tagliate a dadini il quartirolo).
Togliete dal forno le batate e pomodorini, unite i fagioli e il formaggio, la scorza di limone e mescolate.
Impiattate mettendo sul fondo l’insalata e se non siete a dieta condite con un altro filo d’olio.
PS: quartirolo o feta? Non sono integralista: apprezzo molto i prodotti locali e a km 0, ma non rifiuto categoricamente i prodotti di importazione. In questo periodo di reclusione da Covid-19, con la minore possibilità di spese frequenti, si deve anche pensare a mettere nel carrello cibi che possano conservarsi più a lungo. Adoro il quartirolo fresco, ma va conservato bene in uno strofinaccio umido o chiuso bene in carta stagnola in modo che non prenda aria, altrimenti si secca o – peggio – prende uno spiacevole odore di muffa. La feta viene commercializzata in antiestetiche buste di plastica; scegliendo con la vista magari lo si scarterebbe, ma quelle piccole buste si conservano moooolto a lungo. Quindi cosa scegliere? Se vi preparate a fare una spesa per un lungo periodo, acquistate un pezzetto di quartirolo fresco da consumare nell’arco di pochi giorni, e un paio di confezioni di feta da conservare più a lungo.
