Pasta con la nduja

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La nduja è il salume piccante spalmabile più famoso della Calabria che nasce nel comprensorio di Spilinga. I suoi ingredienti principali sono carne suina e peperoncino, tutto ovviamente calabrese. Il suo gusto forte si sposa benissimo con il pane, magari caldo, ma è ottima anche nella pasta. Ne ho assaggiate diverse ricette: con base di olio e aglio, con caciocavallo, con pomodoro…

Questa è una mia versione che penso esalti bene la nduja e lasci un po’ di respiro grazie al formaggio fresco. Se amate i sapori piccanti provatela, e poi create la vostra ricetta!

Ingredienti per 3 persone voraci

  • 400 gr di strozzapreti (o altra pasta particolarmente “ruvida”, meglio se di semola di grano duro trafilata al bronzo)
  • 1/2 cipolla rossa o 2 scalogni
  • 200 gr di pomodorini
  • 120 gr di nduja
  • 250 gr di burrata, stracciatella o mozzarella di bufala
  • Olio evo
  • Basilico
  • Sale

Mettete a bollire una pentola di acqua e salatela a bollore.

In una pentola antiaderente mettete a stufare a fuoco basso la cipolla o lo scalogno tagliati a rondelle con pochissimo olio: la nduja contiene già molti grassi, meglio non esagerare.

Buttate la pasta nell’acqua bollente e puntate il timer togliendo un paio di minuti dal tempo raccomandato sulla confezione.

Lavate i pomodorini, tagliateli a metà e aggiungeteli al soffritto salando leggermente e alzando leggermente la fiamma. Quando inizieranno a sfaldarsi aggiungete la nduja tagliata a fette o dadini, in modo che si sciolga e si amalgami più rapidamente.

Tagliate la burrata amalgamando il “guscio” esterno con l’interno cremoso o tagliate a dadini la mozzarella di bufala. Se usate la stracciatella può essere utilizzata così com’è.

Scolate la pasta molto al dente direttamente in padella aiutandovi con una schiumaiola, aggiungendo un mescolino di acqua di cottura. Mescolate o saltate la pasta fino a cottura ultimata e poi aggiungete il basilico tritato.

Mettete la pasta nei piatti, distribuite il formaggio sulla superficie e servite immediatamente.

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