La piadina 

Per prima cosa ringrazio una magnifica donna: Morena, che non solo tempo fa mi ha accolto a braccia aperte a Rimini durante un tour lavorativo abbastanza stressante, ma quest’anno mi ha anche donato qualcosa di veramente prezioso: ottime piadine!!!

Sapete che il termine “piada” fu coniato da Giovanni Pascoli? In un suo famoso poemetto il poeta elogiò la piadina, alimento antico “quasi quanto l’uomo”, definendolo “il pane nazionale dei Romagnoli”.

A differenza di altri prodotti tipici che sognano il marchio IGP, per la piadina romagnola la questione è più controversa. Come ogni piatto della tradizione ogni famiglia ha la propria ricetta. 

Il marchio, ottenuto nel 2013 dopo 11 anni di dibattiti, ha identificando una zona di produzione precisa, ossia le province di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena e Bologna fino a Imola. 

Pochissimi gli ingredienti obbligatori: farina di grano tenero, acqua, sale (pari o inferiore a 25 grammi ogni kg di farina). Quanto ai grassi, scelta libera (o combinazione) tra strutto e olio evo, purché non si superino i 250 grammi ogni kg di farina. 

Gli agenti lievitanti sono tra gli ingredienti facoltativi, ma comunque in quantità non superiore ai 20 grammi al kg. 

Se usate una ricetta differente, magari tramandata a un’amica da una lontana zia, probabilmente non potrete chiamarla piadina romagnola.

Ingredienti per 12 piadine 

  • 1 kg di farina di grano tenero
  • Acqua qb (circa 300/350 gr)
  • 25 gr di sale (si può ridurre, ma non aumentare)
  • 250 gr di grassi: strutto e/o olio d’oliva e/o olio d’oliva extravergine
  • Facoltativo: 20 gr di agente lievitante: bicarbonato di sodio, amido di mais o di frumento

Mescolate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Lasciate riposare almeno 30 minuti.

Dividete l’impasto in 12 palline e far riposare nuovamente per 30 minuti. Stendere poi le piadine del diametro e dello spessore desiderato.

Infine, la cottura: le piadine vanno cotte 2 minuti su entrambi i lati in una padella antiaderente con fondo spesso a fuoco vivace (la temperatura deve arrivare tra i 200 e i 250 °C). Farcitele subito o tenetele in caldo sotto un tovagliolo fino al momento di servire.

Le piadine raffreddate possono essere confezionate in sacchetti e conservate in frigorifero per un paio di giorni oppure potete congelarle.

COME FARCIRLA: 

la classica piadina è con crudo, squacquerone e rucola, ma provatela anche così:

  • Porchetta, pecorino e pomodorini secchi sott’olio
  • Zucchine grigliate e salsiccia
  • Zucchine grigliate e formaggio
  • Coppa, pesto di rucola e stracciatella
  • Ricotta di capra e fichi caramellati
  • Coppa ed erbette
  • Salsiccia e cipolla stufata
  • Prosciutto cotto, brie e melanzane grigliate
  • Mortadella e pesto di pistacchi
  • Culatello e carciofi

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